VIGEZZINI GLI INVENTORI DELL'ACQUA DI COLONIA
Si deve a due vigezzini, Giovanni Paolo Feminis di Crana e Giovanni Maria Farina di Santa Maria Maggiore, la creazione delle celeberrima Acqua di Colonia. Il primo l'avrebbe inventata, il secondo divulgata in tutto il mondo: è questa la conclusione alla quale sono addivenuti autorevoli studiosi tedeschi, francesi e italiani dopo oltre due secoli di ricerche sull'argomento.
Nato a Crana nel 1666, Giovanni Paolo Feminis, sulle orme di tanti convalligiani, lasciò ancor ragazzo la Valle Vigezzo, raggiungendo la Germania per praticarvi il commercio, prima a Rheinberg e in seguito a Magonza sul Reno e a Colonia, dove poté dare sfogo alla sua predisposizione per gli infusi medicamentosi e l'erboristeria, aprendo una distilleria e vendendo localmente, fra gli altri profumi, una straordinaria "aqua mirabilis" a base di alcool e di essenze finissime, alla cui formula avrebbero contribuito i preziosi consigli contenuti in una pergamena consegnatagli da un monaco, col quale il Feminis sarebbe stato in rapporto di affettuosa corrispondenza. Per la sua "aqua", risultata buon antidoto a diversi mali, il Feminis fu nominato socio onorario della Camera di Commercio di Colonia, città nella quale morì il 26 novembre 1736 senza rivedere Crana e Santa Maria Maggiore, paesi che aveva tuttavia ricordato in vita con lasciti e beneficenze.
Ma a dare risonanza al ritrovato ed a farlo conoscere su tutti i mercati europei ed oltre fu un suo parente alla lunga, Giovanni Maria Farina (la madre del Feminis era cugina di una nonna del Farina, secondo la ricostruzione dell'albero genealogico delle due famiglie effettuata nel 1985 da Lorenzo Garatti sul numero 4 della rivista Novara), nato a Santa Maria Maggiore nel 1685, chiamato a Colonia da uno zio omonimo residente a Maastricht per dirigervi la filiale della sua ditta di spedizioni.
Con straordinario intuito commerciale il giovane Farina seppe imporre ai massimi livelli di diffusione il prodotto del Feminis applicandogli il marchio "Aqua admirabilis - Eau admirable de Cologne" e fondando la Casa produttrice "Johann Maria Farina Gegenüber dem Jülichs - Plaz". Senza l'intraprendenza e la genialità imprenditoriale del Farina l'Acqua di Colonia sarebbe molto probabilmente finita nel dimenticatoio e con essa la memoria del suo inventore.
Un secondo Giovanni Maria Farina, discendente del ramo originale di quella famiglia, si stabilì nel 1806 a Parigi, aumentando ulteriormente la rinomanza dell'Acqua di Colonia, della quale rifornì corti e sovrani, dando vita a una nuova grande azienda che registrò particolare splendore nel periodo napoleonico, passando poi alla nota ditta Roger e Gallet che ne accompagnò in seguito l'immensa fortuna.
Questo secondo divulgatore dell'Acqua di Colonia tornava spesso nella casa di famiglia a Santa Maria Maggiore, nella quale un giorno ospitò lo scrittore patriota genovese Giovanni Ruffini che dedicò all'incontro un memorabile racconto intitolato " Una modesta celebrità", apparso nel volume "Carlino and other astories", pubblicato in Inghilterra nel 1870, e nel 1955 sulla rivista del Touring "Le vie d'Italia". Nel 1955 è uscito per le "ags edizioni" di Stanghella (Pd) il romanzo di Luigi Rossi "J.P.F. aqua mirabilis", contenente particolari inediti sulla vicenda del Feminis e del Farina. In precedenza Guido Cesura aveva scritto "L'Acqua di Colonia fra storia e leggenda. Farina o Feminis?" sul numero 2 di Oscellana del 1975. Più recente l'articolo "L'inventore e il divulgatore dell'Acqua di Colonia" di Benito Mazzi apparso nella sua guida "Vigezzo, la valle delle grandi storie" pubblicata nel 1998 dalle Edizioni Grossi di Domodossola. Fra le testimonianze esistenti dei due personaggi sono da segnalare in particolare la casa natale del Feminis a Crana e quella dei Farina a Santa Maria Maggiore.
Ancora oggi l'EAU DE COLOGNE viene prodotta dalla VIII. generazione dei Johann Maria Farina secondo l'antica ricetta segreta originale.