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Introduzione storica
La Chiesa Parrocchiale
Museo dello Spazzacamino
L'Acqua di Colonia

Antiche Famiglie Vigezzine


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Introduzione storica

CENNI DI STORIA ANTICA


Piazza Risorgimento
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Non si conosce la data precisa di fondazione del Comune di Santa Maria Maggiore. Certamente essa avvenne prima dell’anno 1.000, probabilmente poco dopo l’800 (821?). A quel tempo gli abitanti degli altri otto comuni della Valle Vigezzo decisero di erigere una Chiesa Parrocchiale e di situarla, per propria comodità e convenienza, al centro del pianoro della Valle Vigezzo. Tale chiesa fu dedicata alla Assunzione di Maria Vergine in Cielo e diede luogo a quello che fu chiamato il Borgo Mandamentale della Valle, in seguito Santa Maria Maggiore.
Attorno alla Chiesa vennero costruite abitazioni, dapprima per i parroci e loro dipendenti e quindi, col passare degli anni, per le famiglie che venivano ad abitarvi per loro comodità e convenienza. Il comune andò così ingrandendosi fin quando gli altri comuni della Valle decisero di costruire ognuno una propria Parrocchia, primi furono Malesco (986) e Re (986), seguiti da Coimo (1300). Questo portò non poco danno materiale, provocando un arresto nello sviluppo.
A riparare questo danno giunse fortunosamente la venuta di sette famiglie Craveggiesi, le quali abbandonarono il paese natio per trasferirsi a Santa Maria. Queste famiglie erano Balconi, Borgnis, Farina, Mellerio, Menabene, Rossi e Simonis. Esse formarono il nucleo principale del nuovo Comune e grandissima era la loro influenza. All’ingresso orientale del paese un gruppo di case appartenenti alla famiglia Simonis venivano denominate Cà ad Simon, mentre il quartiere verso Crana era di spettanza della famiglia Borgnis. Il quartiere intorno alla piazza apparteneva alle famiglie Rossi, Menabene e Balconi, mentre la famiglia Mellerio era installata nel quartiere orientale. Infine al sito Alla Riva era sistemata la famiglia Farina.
Ai membri di queste famiglie era riservato il privilegio di entrare nella Chiesa per la porta principale in occasione delle cerimonie delle loro nascite, matrimoni e funerali. Dopo il trasferimento queste sette famiglie notarono il cattivo stato della Chiesa, per cui decisero di costruirne un’altra nuova in stile lombardo primitivo con campanile. Questo avveniva probabilmente intorno all’anno 1.000.
Delle sette famiglie oggi esistono ancora Borgnis, Mellerio e Simonis. Tuttavia nei secoli successivi altre famiglie vigezzine si trasferirono a Santa Maria: Cavalli e Peretti da Finero, Magistris da Toceno, nuova famiglia Borgnis da Craveggia. Da Bracchio frazione di Mergozzo si trasferì la famiglia Peretti: da questa famiglia pare fosse originario Papa Sisto V.
Un notevole impulso ebbe Santa Maria nel XVI secolo quando da Malesco venne ivi trasferita la Pretura e quando, in seguito, vennero installati l’Ufficio Postale e il Telegrafo.
Il nome di Santa Maria deriva dalla Chiesa dedicata alla Vergine Maria, mentre il nome di Maggiore pare comparso dopo il 1612 ma prima del 1631, per il fatto che la Chiesa era stata la prima ad essere costruita e quindi matrice di tutte le altre della Valle (per maggiori particolari sulla Chiesa vedi La Chiesa Parrocchiale).
Nei secoli seguenti vari fattori favorirono lo sviluppo di Santa Maria Maggiore quale centro turistico: in primis la particolare posizione dell’abitato, situato proprio al centro della Valle Vigezzo e nella parte pianeggiante. Gli altri comuni (a parte Druogno) sono tutti situati sulle pendici delle montagne, per cui risulta ostacolato un vero sviluppo urbanistico. Santa Maria Maggiore divenne così il centro più rinomato della Valle Vigezzo e quello che offriva al turismo molti servizi che venivano a mancare altrove.

Santa Maria Maggiore in inverno
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Alcuni personaggi poi, divenuti celebri per la loro attività, contribuirono con il loro nome a dare rinomanza al luogo; altri si adoperarono instancabilmente per migliorare le condizioni di vita della Vallata. Citiamo qui brevemente quelli più famosi:
Rossetti Valentini Giovanni Maria (1796-1878), uscito dall’Accademia di Brera, insegna a Montpellier e si dedica alla pittura; è insignito da Napoleone III della Legion D’Onore. Ritiratosi a Santa Maria nel 1870 ivi costruisce a proprie spese una scuola di disegno dove insegna gratuitamente: alla sua morte lascia il proprio patrimonio alla Scuola, che porterà il suo nome.
Alfredo Belcastro (1893-1974), figlio di albergatori della Val Vigezzo, studia alla precitata Scuola di Santa Maria e dopo un perfezionamento a Torino e Roma torna in Val Vigezzo dove acquista grande fama.
Carlo Cavalli (1799-1860), Sindaco di Santa Maria, Presidente del Consiglio Provinciale dell’Ossola, Deputato al Parlamento Subalpino, é uno dei maggiori sostenitori della costruenda carrozzabile Domodossola-Valle Vigezzo. Sua è la Storia della Val Vigezzo in tre volumi (vedi bibliografia).
Enrico Cavalli (1849-1919) apprende le prime nozioni del ritratto dal padre Carlo Giuseppe ed acquista grande fama con sue opere alle Esposizioni di Torino e Parigi. Insegna anche alla Scuola Rossetti Valentini e lascia sue opere un po’ ovunque in Lombardia, Piemonte e Francia. Altre sono conservate alla Galleria Giannoni di Novara.
Luciano Gennari (1892-1979) letterato, drammaturgo, critico e saggista, studia in Francia ed insegna a Milano. Pubblica Il Romanzo di una Valle ed è Consigliere Comunale di Santa Maria Maggiore.
Giovanni Paolo Feminis e Giovanni Maria Farina: vedi specifica biografia qui pubblicata a parte con il titolo L’Acqua di Colonia.


CENNI DI STORIA MODERNA

Ma il vero grande sviluppo Santa Maria Maggiore lo acquistò nell’ultimo trentennio del XX° Secolo (circa dal 1965 in poi). A quel tempo le personalità direttive della Valle Vigezzo decisero di liberalizzare le costruzioni a scopo turistico in tutta la Valle al fine di sfruttare al massimo le possibilità ricettive. Questa decisione suscitò non poche polemiche: l’organizzazione Italia Nostra, sorta precedentemente per la tutela del territorio, impiantò addirittura un ufficio in Santa Maria Maggiore al fine di raccogliere firme di coloro che si opponevano alla citata

Via Cavalli
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delibera. Due erano le opposte considerazioni:

  1. contrari: opponevano che la Valle sarebbe andata distrutta in tutta la sua bellezza, che una simile delibera avrebbe potuto, astrattamente, consentire l’insediamento di oltre 200.000 persone (dicevano “tutto è costruibile, tranne le rocce del Gridone”), ed in simile deprecato caso o anche prima, sarebbero venute a mancare strade idonee (non c’era a quel tempo l’autostrada, venuta molti anni dopo), non esistevano supporti sufficienti quali acqua, fognature, negozi, servizi in genere.

  2. favorevoli: opponevano che ormai ovunque in tutta Europa venivano sfruttate le risorse turistiche locali, ed inoltre (questo era l’argomento principale) che anche gli abitanti del luogo, dopo secoli di vita difficile e di emigrazioni, avendo la possibilità di sfruttare un notevole incremento turistico del luogo, avrebbero finalmente potuto anch’essi ottenere una vita migliore.

La delibera entrò in vigore, Italia Nostra si ritirò, e mentre i vari Comuni assumevano quelle direttive necessarie per l’incremento degli insediamenti turistici, interveniva un altro fattore decisivo per la sviluppo della Vallata: la costruzione della Ovovia fra Prestinone e la località La Piana (non prima di lunghi dibattiti se era meglio collegare La Piana oppure l’Alpe Cortino o la Cima del Group). La Piana, per consenso generale e per significare l’unicità valligiana dell’opera, assumeva il nome di Piana di Vigezzo.
Tutti i Comuni beneficiarono di tale sviluppo turistico, ma il Comune di Santa Maria Maggiore, a seguito della sua posizione privilegiata già citata ed anche a seguito di un’accorta e lungimirante politica delle sue Amministrazioni Comunali, ebbe uno sviluppo veramente grandioso. Pochi anni prima dell’inizio del 2000 Santa Maria Maggiore, ormai una moderna cittadina, capitale morale dell’intera Vallata e comunque centro di riferimento, godeva da tempo di un’attrezzatura turistica imponente: campi da tennis, tiro al piattello, scuola di equitazione per tutte le età, un campeggio attrezzato per camper e roulottes, campi per sci di fondo, pista di atterraggio per elicotteri - parapendio – alianti ed usufruibile anche per piccoli aerei a motore autocostruiti, cinema/teatro. Ed inoltre campo per palla/volo, noleggio attrezzature sportive. Sede del CAI Vigezzo e dello Sci Club. Vi si trovano studi medici, dentistici, notai. È pure sede, nella Fondazione Gennari, di una ASL.
Nelle vie del centro storico si possono osservare pregiate boutiques per vestiario, un negozio di orologeria/oreficeria, negozi di tutti i generi, bar, ristoranti, alberghi, tavole calde. Ed infine, a cinquecento metri dalla sua periferia orientale, veniva addirittura aperto (in località detta Siberia) un Supermercato.
Ma le iniziative non sono qui finite: ad opera dell’incaricato arch. Malandra, veniva attrezzata la cosiddetta Pineta, a sud dell’abitato contro la montagna. Opera eccezionale, ben curata in tutti i dettagli, con attrezzature turistiche ed ornamentali di prim’ordine, quali lampioni, panchine, finiture ed accessori in legno, giochi per bambini, minigolf, campi da tennis, piscina estiva, grandiosi portali in legno, luogo attrezzato con barbecue per merende al sacco e scampagnate. Quest’opera venne finanziata in parte dal Parco Nazionale della Val Grande ed in parte dal Comune di Santa Maria Maggiore.
Con l’allargamento, nell’anno 2000, della “zona mercato” per aumentare i posti macchina ed il mercato stesso, con la costruzione di numerosi box per auto in vendita ai privati e con numerose altre iniziative in progetto, si può ritenere che lo sviluppo del Comune di Santa Maggiore quale località turistica di prim’ordine non sia certamente qui terminato.

Testo di Luciano Cavalli

Bibliografia:

  • Carlo Cavalli - Valle Vigezzo - Torino 1845
  • Giacomo Pollini - Malesco - Torino 1896
  • Gubetta - Craveggia - Domodossola 1891
  • Scaciga - Vite di Ossolani Illustri - Domodossola 1847
  • Capis - Memorie - Milano 1631
  • Ferrari/Pagan - Terra d’Ossola - Novara 1995


Via Benefattori
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